AltraPsicologia per l'ENPAP
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È ora di scegliere:

un’ AltraPsicologia o un AltroPalazzo?

5 Valori sulle dita di una mano

Elezioni ENPAP, il programma di AltraPsicologia

Libertà . Legalità . Solidarietà . Indipendenza . Etica

 

Ti presentiamo i 5 valori focali e fondanti del programma di AltraPsicologia per l’ENPAP.

 

Libertà

Noi crediamo nella libertà di scelta, nella libertà di vivere il presente e di programmare il nostro futuro. Crediamo nella libertà dai condizionamenti nell’investimento del denaro e nella gestione del rischio per essere liberi dalla paura di perdite.

  • Libertà di scelta per l’iscritto: AltraPsicologia manterrà sempre i versamenti e le sanzioni al minimo richiesto dalla legge, dando la possibilità a chi può di investire i propri soldi come meglio crede, diversificando così il rischio.
  • Libertà di scelta per gli investimenti: la scelta di investimento dovrà essere libera da qualsiasi condizionamento e operata soltanto valutando il rischio e il rendimento, per raggiungere il maggior beneficio per gli iscritti. La finanza non è un obiettivo, ma un mezzo per fare buona previdenza.
  • Libertà dall’eccesso di rischio. Il rischio è un elemento centrale nella gestione del patrimonio, e non basta fare proclami. Il rischio non si può eliminare, ma si può ridurre e gestire attraverso una progettazione dell’intera attività di investimento. Non vogliamo più vedere prestiti a banche in crisi, affidamenti milionari a società uniche, acquisto in massa di prodotti finanziari tutti uguali o acquisti immobiliari incauti. La prima legge per gestire il rischio è la diversificazione: sarà stampata a fuoco sul portone dell’ENPAP.

 

Legalità

Gestire un patrimonio di oltre 600 milioni di euro e mantenersi nella legalità non è semplice e non è scontato. Viviamo in un Paese difficile, con forte presenza di corruzione e infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore finanziario e immobiliare. Per questo non nascondiamo il  problema ma lo affronteremo come un processo cardine della gestione, e non come un mero principio ideale.

  • Tracciabilità e prevedibilità del processo decisionale. Tutti i processi di movimentazione del patrimonio devono essere chiari, gli affidamenti di incarichi di rilievo devono essere svolti con procedure pubbliche, gli investimenti devono essere sostenuti da valutazioni indipendenti. Ogni decisione deve poter essere ricostruita nei dettagli. Le versioni bizzarre, contorte e lacunose fornite a posteriori per spiegare fatti dubbi devono rimanere nella preistoria dell’ENPAP.
  • Una forte rete con le altre casse di previdenza e con l’ADEPP (Associazione degli Enti Previdenziali dei Professionisti), nostri compagni di lavoro. L’ENPAP deve valorizzare la rete dei partner, essere presente nel confronto, partecipare ad accordi di condivisione delle funzioni. L’isolamento crea zone d’ombra, favorisce condotte furbesche, impedisce la crescita.
  • Saldo dialogo con lo Stato e con i ministeri vigilanti, per mantenere la nostra autonomia, ma svolgere al meglio il compito sociale che la legge ci affida.
  • Advisor, gestori e consulenti del rischio scelti con procedure pubbliche in cui i requisiti di base richiesti dalla legge, fra cui il certificato antimafia, siano integrati da requisiti supplementari di legalità nella condotta societaria.

 

Solidarietà

La solidarietà è un tratto caratteristico della nostra professione, ma è anche il modo migliore per avere vantaggi a medio e lungo termine. L’ENPAP deve diventare un luogo di solidarietà e collaborazione fra gli iscritti, come da decenni lo sono le casse di previdenza con più lunga tradizione in Italia.

  • Per noi l’assistenza è un progetto globale, di cui deve beneficiare equamente l’intera popolazione degli iscritti. Non consideriamo il welfare come una serie di spot elettorali accostati fra loro senza un disegno organico.
  • Sostegno al lavoro, attraverso il credito agevolato agli iscritti e l’educazione amministrativa e finanziaria, secondo la prassi che abbiamo già promosso nella CAMPI. Senza versamenti non c’è previdenza.
  • Pensioni sufficienti per vivere, perché la previdenza serve per mantenersi quando non si ha più reddito, e non a mantenere in equilibrio finanziario gli enti. L’obiettivo è dare pensioni, mantenere l’equilibrio di bilancio è un mezzo per farlo. Vogliamo essere attori partecipi ed attenti su questo tema.
  • Welfare per genitorialità e pensionati. La nostra professione è attualmente composta da moltissimi giovani, donne e uomini, con redditi non elevati. Per loro vediamo sostegno concreto nelle fasi più delicate della vita, quando si diventa genitori o quando si smette di lavorare. Per i pensionati, vogliamo continuare ad offrire assistenza sanitaria integrativa a costi ridotti e con prestazioni reali e non solo sulla carta. La verifica puntuale delle spese liquidate e le indagini sulla soddisfazione degli iscritti che hanno attivato le polizze integrative è necessaria per capire se l’attuale compagnia rispetta gli standard che vogliamo come categoria.

 

Indipendenza

L’indipendenza di pensiero e di azione ha sempre contraddistinto AltraPsicologia; è un valore che vogliamo portare all’ENPAP come principio di buona amministrazione.

  • Indipendenza dagli interessi personali dei consiglieri. La nostra è una visione di lungo termine: vogliamo un contesto pulito ed efficace per i risparmi della nostra categoria.
  • Indipendenza dalla politica nazionale, dagli interessi politici e sindacali. L’ENPAP è una cassa di previdenza per psicologi liberi professionisti e tale deve rimanere. Non è un patrimonio da scambiare sul mercato, o da lottizzare per interessi terzi e opachi.
  • Indipendenza dei consulenti: advisor, gestori e risk-manager dovranno essere separati e privi di conflitti di interesse. La loro individuazione dovrà avvenire con procedure pubbliche, formali e tracciabili, su requisiti in chiaro e condivisi fra i rappresentanti degli iscritti.
  • Indipendenza nei controlli degli oneri finanziari: il controllo della spesa per le operazioni finanziarie e immobiliari dovrà essere affidato a centri indipendenti e privi di conflitti di interesse.

 

Etica

Sappiamo che ti stiamo chiedendo molto: la fiducia nel momento in cui non vorresti affidare a nessuno il tuo denaro. I numerosi scandali hanno messo in dubbio il valore dell’etica nella gestione dell’Ente.

  • Eticità nei comportamenti: siamo sempre più decisi nel mantenere un comportamento aperto, trasparente, lineare e deontologicamente corretto, e nel pretenderlo dai nostri candidati. Saremo pronti a riconoscere i nostri errori e ad agire di conseguenza.
  • Eticità negli investimenti: Siamo consapevoli del potere del denaro e porremo la massima attenzione anche a dove collocheremo il nostro denaro, evitando di finanziare prodotti controversi o eticamente discutibili.

 

 

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Discutiamone, miglioriamolo, sviluppiamolo, trasformiamolo nel progetto per l’ENPAP in cui potersi riconoscere con orgoglio, fiducia e speranza come Psicologi.

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38 Commenti

  1. Psicologi: dallo scandalo della Stamperia agli elogi del Sole24Ore - Nicola Piccinini
    22 aprile 2015

    […] AltraPsicologia presenta la sua lista di candidati alle elezioni prossime venture e tra i cinque asset programmatici pone con forza la questione della TRASPARENZA, della TRACCIABILITA’ […]

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  2. Paola
    28 gennaio 2013

    Che posizione avete sull’assicurazione salute, piano base grandi interventi, sosterrete l’assicurazione gratuita per tutti gli iscritti a prescindere dall’età? oppure cosa proponete?

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    • Federico Zanon
      29 gennaio 2013

      Il piano base per gravi eventi morbosi e grandi interventi chirurgici non è particolarmente oneroso, per cui non vediamo ragioni per eliminarlo. Ma riteniamo che l’assistenza vada elaborata in un progetto più completo e ampio, che tenga conto delle fragilità legate a fasi della vita con e senza patologia: genitorialità (uomini e donne), avvio della professione, acquisto della prima casa, e ovviamente malattia.

      Rispetto all’assicurazione gratuita, non so se intende quella RC professionale, oppure quella sanitaria. La RC professionale non è molto onerosa per l’ente, e comunque c’è una indicazione di legge che impone agli ordini professionali e alle istituzioni di categoria (fra cui l’ENPAP) di attivarsi per la stipula di convenzioni per la RC professionale entro Agosto 2013.

      Se invece intende l’assicurazione sanitaria a copertura di visite specialistiche, ricoveri, spese sanitarie varie (fisioterapia, psicoterapia, etc.), necessariamente si tratta di formule facoltative, a carico degli iscritti che vorranno stipularle: parliamo di polizze che costano almeno qualche centinaio di euro, per cui è una spesa impensabile da offrire come servizio generalizzato, e certamente i Ministeri vigilanti non approverebbero.

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      • Luca Pezzullo
        29 gennaio 2013

        Se, come penso, la collega si riferiva al discorso della limitazione a 70 anni per le prestazioni, introdotta con la nuova assicurazione sanitaria (peggiorativa nelle condizioni rispetto a quella precedente), allora credo che su questo ci sia un importante spazio di lavoro, in quanto l’eliminazione di tale forma assistenziale proprio nella fascia d’età che può abbisognarne di più è seriamente problematica…

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  3. Paola Trombetti
    18 gennaio 2013

    ERRATA CORRIGE: nel pimo comento c’era un errore di digitazione, considerate ques’ultimo come valido, grazie.
    Il programma mi ispira fiducia, ma chi mai prometterebbe ai propri elettori opacità, iniquità e gestione dissennata delle risorse! Per poter rafforzare questa mia iniziale istintiva fiducia al punto da spingermi a votare i candidati che Altra Psicologia propone, ho anche bisogno che qualcuno mi risponda a una domanda (e non è solo una domanda retorica): quando fu sottoposto ai voti l’”investimento” di via della Stamperia, i consiglieri di minoranza di Altra Psicologia diedero il loro appoggio, o no?

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    • Federico Zanon
      18 gennaio 2013

      Gentile collega,

      la risposta è NO. Come consiglieri di Altrapsicologia, il sottoscritto e Stefania Vecchia non appoggiammo in alcun modo l’acquisto del palazzo di via della Stamperia, perché questa decisione non fu sottoposta ai voti del Consiglio di Indirizzo Generale.

      L’acquisto venne deciso dal Consiglio di Amministrazione (composto da: Arcicasa, Burroni, Petrolo, Moscara, Vezzoli), che ha facoltà di compiere investimenti autonomamente. Correttezza politica vorrebbe che di fronte ad acquisti così importanti, il consiglio di Indirizzo Generale sia messo al corrente preventivamente, onde potersi almeno esprimere rispetto alla coerenza fra ‘indirizzi generali’ e scelta di investimento specifica. Ma così non avvenne.

      Per completezza, a QUESTO LINK puoi trovare la memoria che inviammo alla Commissione Bicamerale per gli Enti Previdenziali, che svolse la doppia audizione del presidente Arcicasa e del direttore Muzzin.

      In questa memoria (pagina 4 e seguenti) puoi facilmente verificare che, nonostante per quattro volte siano state chieste da me e da altri consiglieri informazioni sull’immobile, in quattro diverse riunioni di Consiglio di Indirizzo Generale svolte nel 2011 – prima dell’esplosione della notizia sulla stampa – non fu data risposta.

      Per completezza: la differenza fra prezzo di acquisto al mattino e prezzo di vendita alla sera, 18.000.000 di Euro, fu giustificata con l’esigenza di pagare lavori di ristrutturazione. Dopo un nostro accesso agli atti, e dopo la pubblicazione di ‘tutti’ i documenti inerenti la compravendita sul sito dell’ENPAP, nessuno ha mai visto il capitolato dei lavori di ristrutturazione. Ora: se chiunque di noi deve rifarsi il bagno, la cucina o i pavimenti in casa, prima vuole avere il preventivo in mano, no? ecco, ancora oggi manca questo fondamentale documento. Anche questo è facilmente verificabile a QUESTO LINK, che rimanda al sito dell’ENPAP.

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      • Paola Trombetti
        19 gennaio 2013

        Gentile collega, grazie per la risposta, la documentazione ampia ed esaustiva mi rassicura, al momento urge mandare a casa l’impresentabile manipolo (di cui una parte ha l’impudicizia e l’arroganza di ripresentarsi), se il prossimo quadriennio ti vedrà nella maggioranza del CDA e del CIG assieme agli altri candidati di Altra Psicologia, conservate la tenacia e la passione per la trasparenza che avete dimostrato di avere, anche se da quella posizione è più difficile.

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  4. Carlo Nocentini
    14 gennaio 2013

    Nel programma mi pare manchi qualcosa sulla trasparenza. On line delibere e verbali. Almeno in un sito riservato agli iscritti.
    E un minimo di ” autocritica” sulla vicenda di via della Stamperia ( omissione in vigilando).
    Dopodichè, però, resta un fatto. Gli altri, le mani in pasta le hanno avute. Tutti. Con questi risultati. Assolutamente insoddisfacenti sul piano gestionale. Voi no. Per cui logica vuole che abbiate almeno il diritto di essere provati. E noi l’interesse a provarvi.

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    • Gabriele Raimondi
      14 gennaio 2013

      Concordo sull’importanza delle trasparenza. Tanto che anche nella mia presentazione, tra i tanti obiettivi di una buona gestione, ho fatto riferimento ai valori della partecipazione ed allo strumento del Bilancio Sociale. Alla pagina http://www.elezionienpap.it/altrapsicologia-per-la-trasparenza-e-la-partecipazione/ sono indicate alcune azioni che abbiamo definito come gruppo di AltraPsicologia proprio in questa direzione. Grazie per la fiducia. Speriamo di poter dimostrare di esserne degni :)

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  5. Massimo Botti
    9 gennaio 2013

    concordo per gran parte del programma di principio (poi verificherò – spero), RISPETTO AL CONTRIBUTO DI MATERNITA’ RITENGO SIA INIQUO SE SI OBBLIGANO I MASCHI O LE DONNE OLTRE ETA’ FERTILE A VERSARLO. MI ATTENDEREI UN POCHINO DI CONCRETEZZA SU QUESTO PUNTO.

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    • elena
      22 gennaio 2013

      gentile Massimo,

      far versare i contributi di maternità alle sole donne, parrebbe un atto discriminatorio e contro qualsiasi concetto di pari opportunità.
      Una verifica da un giurista del lavoro sarebbe certo utile, rispetto a questa mia osservazione che condivido con te.

      Come sai, la maternità e’ un insieme di permessi che si possono prendere per l’accudimento dei bambini.
      In altri, sebbene pochi, paesi Europei tali permessi sono ‘obbligatorii’ nei primi giorni intonro al parto anche per i maschi. In molti paesi Europei non sono obbligatori ma possibili, e incoraggiati, per gli uomini.

      Infine, specialmente all’interno di una categoria professionale come la nostra, si potrà presto considerare che i colleghi e le colleghe infertili, potranno avere accesso a tali permessi e sostegni economici anche per le adozioni. (cosa gia’ posisbile per i dipendenti di enti sanitari provati)
      Del pari, il diritto alla maternità presto sara’ dscussa anche per quelle donne e quegli uomini gay che diventeranno madri e padri in forme meno canoniche.

      Se lo ritieni, si potra’ leggere il regolamento e verificare se sia o no possibile beneficiare di tali sostegni per i nonni, ossia i colleghi spesso al di la’ dell’età fertile.

      Grazie del tuo tempo e delle tua riflessione

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    • Federico Zanon
      22 gennaio 2013

      Gentile Collega,

      il contributo di maternità è ‘solidaristico’: vuol dire che tutti lo versiamo per agevolare una minoranza di colleghe/i che attraversano fasi delicate della loro vita.
      Lo stesso principio si applica alle invalidità e alla malattia: io sono ben felice di versare parte dei miei contributi per alimentare questi interventi, e allo stesso tempo spero di non doverne mai usufruire ;-)

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  6. Cultura e Professione boicotta gli Psicologi sulla CTPAltraPsicologia
    8 gennaio 2013

    [...] ben sai, da SABATO 26 Gennaio al 01 Febbraio 2013 si tengono le elezioni ENPAP per il rinnovo del Consiglio di Indirizzo Generale e del Consiglio di [...]

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  7. Luca Pezzullo
    7 gennaio 2013

    Caro Alessio,

    AltraPsicologia è nata nel 2005 proprio – espressamente – per portare con energia all’attenzione della categoria il problema che evidenzi: una comunità professionale troppo spesso “autofagica”, che non si sviluppa “esternamente” ma deriva una (troppo) ampia parte del proprio reddito “internamente”, tramite una formazione permanente ed una scarsa capacità di stabilizzazione dei giovani psicologi e di costruzione di spazi professionali adeguati.

    Da questo (anche se non solo da questo, ovviamente) deriva la grave, cronica, situazione di “precarizzazione permanente” delle migliaia di psicologi sotto-occupati.

    In questo senso, l’azione di AP non si è solo configurata in “parole”, ma in azioni pubbliche ed atti estremamente, verificabilmente, concreti: negli Ordini in cui è entrata (anche quelli con pochi consiglieri), negli Ordini in cui ha assunto la maggioranza (vedi OPL), nell’opposizione all’ENPAP, ha sempre dimostrabilmente effettuato una serie di azioni di tutela forte della categoria – e questo, anche in periodi ben lontani dalle elezioni (a differenza di alcune sigle che sembrano comparire solo sotto elezioni, per scomparire immediatamente dopo – fino alla tornata successiva).

    Sul sito di AltraPsicologia (www.altrapsicologia.it) trovi molto materiale informativo in merito.

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  8. alessio russi
    7 gennaio 2013

    sperando cho non siano solo dei (bei) proclami elettorali…
    la situazione professionale degli psicologi è veramente drammatica: nel privato vivono bene quelli più anziani che fanno parte dela “filiera” della formazione e che spesso hanno molti incarichi (scuole di formazione, attività clinica privata, supervisioni, ecc.) nel pubblico resistono quelli di ruolo e spesso non danno un bello spettacolo di sé lavorando al minimo per evitare “contrattempi” e fastidi con l’utenza. Tutti gli altri “galleggiano” (e talvolta annegano) tra contratti temporanei e collaborazioni varie o la copertura di ruoli diversi (educatori, anmatori, operatori vari…)

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  9. Antonia
    4 gennaio 2013

    Anch’io ho sorriso leggendo i 5 punti. Vorrei poterci credere. Da anni mi sembra impossibile qualsiasi sforzo per fare ascoltare la propria voce, oltre al fatto che sembriamo impermeabili a ciò che succede. il mio ultimo contatto con l’EMPAP incredebile è stato l’anno scorso quando, non avendo ricevuto alcun avvertimento (non ho ricevuto lettere) ho pagato il 10 per cento in più rispetto al dovuto. Ho tre figli, lavoro, un marito sempre via per lavoro, mi informo, e cerco di mantenere viva la formazione, a volte faccio fatica a star dietro a tutti i cambiamenti

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  10. Silvana
    22 dicembre 2012

    Ho letto attentamente i punti del vostro programma ed ho fatto un sorriso quando ho letto la parola etica. Mi manca sentirla nel tessuto sociale e nella vita delle istituzioni dove manca anche tanta trasparenza nelle procedure. Nell’etica c’è anche la responsabilità delle nostre azioni, quello che cerco di insegnare ogni giorno a mio figlio.
    Grazie e buon Natale

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  11. La democrazia che piace a noi | AltraPsicologiaAltraPsicologia
    20 dicembre 2012

    [...] La Democrazia che piace a noi richiede sforzi continui, lungimiranza e voglia e capacità di mettere da parte egoismi personali ed interessi di bottega per realizzare un progetto condiviso che vada a vantaggio di tutti. [...]

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  12. Luca Pezzullo
    15 dicembre 2012

    Anna, hai ragione (tranne una piccola cosa, che scrivo dopo :-D).

    Secondo le informazioni che giravano alcuni giorni fa, sembra che il CDA (spese, gettoni, ecc.) ci sia costato diverse centinaia di migliaia di euro nell’ultimo anno di attività… e sono solo 5 persone. Se questi dati fossero confermati, si tratterebbe di cifre assolutamente impressionanti.

    Sicuramente l’Ente ha una serie di spese fisse (personale, ecc.) che sono necessarie, e importanti, proprio per l’esercizio delle sue funzioni ordinarie; ma, come in ogni organizzazione, un attento controllo di gestione è sempre essenziale.

    Rispetto allo scegliere di entrarci o no (questo è il piccolo errore :-D): l’iscrizione agli Enti previdenziali di categoria (le cosiddette Casse 103, dalla legge che le ha istituite) è un obbligo previsto dalla Legge; pertanto non è facoltà della Cassa di “far scegliere” a cosa iscriversi (l’obbligo previdenziale vale per tutti). Chi ti “promette” il contrario sotto elezioni sta solo facendo promesse che non può mantenere, per legge.

    Del resto, non è detto che il passaggio all’INPS possa essere meglio, anzi: al momento, in Gestione Separata INPS devi versare il 27% circa di ciò che guadagni, e per avere una pensione proporzionale a quella che avresti con il versamento del 10% all’ENPAP.
    Insomma, all’ENPAP versi meno della metà di quanto dovresti dare all’INPS (ovviamente, essendo sistema contributivo, la pensione è in ogni caso proporzionale a quanto versi nel corso della tua carriera).

    E, differenza importante dall’INPS, tramite il voto la comunità professionale può decidere ogni pochi anni chi gestirà e tutelerà le pensioni e l’assistenza della categoria, garantendo così un controllo maggiore degli psicologi sul futuro delle proprie pensioni.
    Se poi però gli psicologi decidono di non preoccuparsene minimamente, e di non andare nemmeno a votare una volta ogni 4 anni… decisamente poi non possono lamentarsene :-)

    Puoi comunque trovare molte informazioni in merito, scritte davvero in maniera chiara, sintetica ed efficace, qui: http://www.elezionienpap.it/ebook/ …è una piccola guida scritta da Federico Zanon, rigorosa ma chiarissima, su come funziona l’ENPAP e su molti dettagli importanti relativi alle nostre pensioni future.
    Ciao, Luca

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  13. anna campoli
    13 dicembre 2012

    Una ventata di aria pulita, competenza e trasparenza, è proprio quello che ci vuole. Innanzi tutto grazie aper l’impegno e la passione.Il vostro lavoro di informazione capillare è preziosissimo. Sono d’accordo su due punti che potrebbero sembrare in contrasto tra loro: libertà e solidarietà, ma che secondo me non lo sono affatto. Basterebbe andare a vedere la marea di soldi che vengono versati dagli italiani con le liberalità varie (contributi volontari per ricerca, soccorso, aiuti a popolazioni tipo Emergency, telethon, Unicef, terremoti , alluvioni ecc) Siamo il popolo più solidale del mondo! Gli italiani vogliono essere solidali ma non sopportano di essere derubati. Quindi, secondo me deve essere garantita ad ognuno la libertà di aderire o no all’Enpap e di investire i soldi per il proprio futuro come meglio crede, anche perché la solidarietà che garantisce l’Enpap è risibile. Con quale cifra di pensione si esprimerebbe questa solidarietà verso colleghi svantaggiati? 100 euro? 50 euro? E quanto del budget dell’ente viene destinato a spese di mantenimento dell’ente stesso con stipendi e palazzi? Quello che voglio dire è che la solidarietà può esprimersi soltanto in regime di sobrietà delle spese di funzionamento, gestione oculata ed onesta, controllo capillare,trasparenza massima . La solidarietà insomma non è compatibile con la vita da Creso della dirigenza Enpap, poichè ciò che resta di essa dopo tale dissipazione è ben poca cosa e lascia l’amaro in bocca a tutti noi

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  14. L'ENPAP deve interessare soprattutto i GIOVANI PSICOLOGI
    10 dicembre 2012

    [...] sta proponendo un programma ed una lista di colleghi candidati alle prossime elezioni ENPAP di gennaio 2013. Come già ho [...]

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  15. LUISA MARTINI
    8 dicembre 2012

    credo necessario aggiungere nel programma un controllo, incrociando i dati con gli iscritti all’Ordine, di psicologi dipendenti pubblici che però hanno svolto e svolgono la libera professione da anni con guadagni rilevanti e che non si sono mai iscritti all’ENPAP sottraendo entrate. Questo fatto penalizza le pensioni di tutti noi che, faticosamente, versiamo annualmente il dovuto. Mi sono sempre domandata come mai l’ENPAM dei medici non consente a nessuno di sfuggire al versamento, oltre al fisso annuale, che eccede la franchigia prevista in caso di attività libero professionale anche se di dipendenti pubblici?

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  16. Paola Pioldi
    5 dicembre 2012

    Gentili colleghi,
    conosco “Altra Psicologia” principalmente grazie al lavoro di Nicola Piccinini.
    Ho letto, oltre al programma, le dichiarazioni d’impegno elettorale di due candidati (simili o uguali). Condivido e sostengo, in particolare, il punto 7 delle sopraccitate dichiarazioni.
    Buon lavoro,
    Paola Pioldi

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  17. salvatorepatrizio
    4 dicembre 2012

    Un buon programma eticamente condivisibile.
    Per una questione di equità metterei un limite minimo di reddito al di sotto del quale dovrebbe essere un contributo volontario e non obligatorio.Ad esepio su 3000 euro lordi non c’è proporzionalità tra la quota obbligatoria e il reddito e solo vessatorio.

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  18. Cristina Miliacca
    4 dicembre 2012

    Ottimo programma. Sono con voi!

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  19. Luca Pezzullo
    21 novembre 2012

    Caro Giuliano, hai perfettamente ragione: la Trasparenza è fondante di ogni punto del programma; in particolare, nel punto della “Legalità” è citata espressamente come parte essenziale delle azioni che si propone AP all’ENPAP.

    L’idea è proprio questa: dal punto di vista della trasparenza e dell’accesso informativo, l’ENPAP deve essere una “casa di vetro”, in cui ogni decisione istituzionale sia chiaramente verificabile, tracciabile, controllabile.

    L’Ente gestisce i soldi ed il futuro di tutti noi; e tutti noi abbiamo il diritto-dovere di partecipare alla verifica delle attività e delle scelte di chi è temporaneamente delegato alla loro gestione.

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  20. Carlotta Basurto
    20 novembre 2012

    Mi sembra un ottimo programma. Spesso i programmi sono ottimi ma poi bisogna vedere come vengono attuati. In questi anni ho seguito le vostre iniziative, controinformazioni ed ho avuto modo di conoscere direttamente il lavoro di Nicola Piccinini…

    IO VI VOTO DI SICURO!!!!!

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  21. Filosa Mariarosaria
    18 novembre 2012

    Mi ispirate fiducia con il vostro programma.
    Spero nell’adeguamento delle pensioni che adesso sono irrisorie.

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  22. Giuliano Brusaferro
    15 novembre 2012

    Interessante… Aggiungerei TRASPARENZA….

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  23. Massimiliano Gàbboli
    15 novembre 2012

    È un bel programma, da cui traspaiono solidi principi etici, ma anche un sano orientamento alla concretezza; due elementi che mancano alla nostra politica nazionale oltre che professionale.
    L’operato di AP fino a questo momento contribuisce a renderlo credibile.

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  24. Paolo Campanini
    13 novembre 2012

    Credo che il punto fondamentale sia la Legalità, intesa non solo come azioni che siano conformi alle leggi, ma anche come prevenzione cioè creare un sistema che eviti di ritrovarsi anche a nostra insaputa in situazioni quantomeno controverse (vedi certificato antimafia). Ricordiamo che ENPAP gestisce un patrimonio di 600 milioni di euro in un Paese con un alto tasso di criminalità. Non facciamo finta che sia tutto normale.

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  25. Candidati Elezioni ENPAP 2013
    13 novembre 2012

    [...] un programma ben strutturato nel quale potersi riconoscere. A breve lo pubblicheremo più dettagliatamente, anche grazie [...]

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  26. Francesco Ferrarese
    9 novembre 2012

    Anche a me piace, e soprattutto il punto “Tracciabilità e prevedibilità del processo decisionale”.

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  27. Rolando Ciofi
    6 novembre 2012

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